Santuario della Misericordia

Posizione

Macerata

Il Santuario della Misericordia venne eretto su un’edicola votiva nel Quattrocento, successivamente nel Seicento fu realizzata una nuova facciata dal maceratese Giuseppe Taliani, cui seguì la necessità di un altro ampliamento che si attuò intorno alla metà degli anni Trenta del Settecento sotto la direzione di Francesco Vici, abbattendo la precedente facciata. Tali modifiche suscitarono molte polemiche, tanto da indurre Guarniero Marefoschi, patrizio maceratese che aveva finanziato l’ampliamento, a chiamare per un programma ambizioso di ricostruzione del Santuario il napoletano Luigi Vanvitelli, contestualmente impegnato ad Ancona nei lavori del Lazzaretto. L’operato di Vanvitelli fu reso ancor più interessante alla luce dell’acquisto da parte di Marefoschi di una stanza dell’Episcopio, che permise all’architetto partenopeo di ampliare il presbiterio con la creazione di un cupolino ellittico con lanterna. L’interno venne concepito dal Vanvitelli con una profusione di marmi pregiati e stucchi dorati, con una copertura a botte lunettata ornata dall’Incoronazione della Vergine di Francesco Mancini, il quale realizzò anche le quattro tele sulle pareti della navatella. A Sebastiano Conca si deve la Natività della Vergine e l’Immacolata, mentre opera probabile di Giovanni Spagna è la Madonna della Misericordia sull’altare. L’intervento di Vanvitelli si concluse nel 1741 senza riuscire a realizzare la nuova facciata. Nel corso dell’Ottocento si susseguirono altri lavori che videro succedersi l’architetto Giovanni Montini e l’architetto Giuseppe Rossi, fino ad arrivare agli interventi più recenti, che portarono alla demolizione della sagrestia vanvitelliana del 1736. Affreschi più recenti sono ravvisabili all’interno del tempietto, lungo l’ambulacro, ad opera dell’artista recanatese Biagio Biagetti.