Collegiata di Santa Maria

Posizione

Visso

La chiesa primigenia è frutto dell’ampliamento duecentesco di una precedente chiesa plebale, ampliata ulteriormente nel Trecento ed elevata a Collegiata nel 1517; nel Seicento aggiuntive trasformazioni interesseranno l’edificio con la demolizione di molti altari e del ciborio. Tali altari verranno ricostruiti in linea con il nuovo linguaggio barocco grazie alla sapienza di intagliatori e scultori, quali Francesco Rubbione e la sua bottega, Giuseppe de Marino e Silvestro della Sarta di villa Sant’Antonio. Proprio alla mano di quest’ultimo spetta il dossale, realizzato nel 1645, che contiene la scultura di epoca romanica della Madonna Bruna. A sinistra dell’arco del presbiterio vi è l’altare della Madonna della Pietà, realizzato da Giuseppe de Marino nel 1640, anch’esso finemente disegnato ed intagliato con colonne tortili ed imposte triangolari spezzate; il corrispettivo altare a destra, detto del Gallo ed originariamente dedicato a San Tommaso, fu intagliato e decorato dal Rubbione nel 1650 con colonne tortili e coronamento ad imposte curvilinee spezzate. Un altro imponente intervento avvenne nel corso degli anni Quaranta del Settecento e interessò l’area del soffitto, opera del nursino Domenico Pietrangeli, con l’uso di una bicromia bianco-rosata e un apparato decorativo con ghirlande, festoni, conchiglie, rosette e arricci, il tutto completato da alcuni dipinti del camerinese Giuseppe Manzoni.