Chiesa di Santo Spirito

Posizione

Cingoli

Al 1364 e al 1377 risalgono le prime notizie relative a questa chiesa, quando risulta affidata assieme all’annesso monastero all’Ordine Ospedaliero di Santo Spirito. Nel 1482 subentrarono le monache Terziarie Francescane e a loro è dovuto il progetto di risistemazione della chiesa, nella seconda metà del Settecento, per mano dell’architetto Alessandro Rossi, già noto per aver effettuato dei pregevoli interventi tra Osimo e Senigallia. La consacrazione avverrà per mano del vescovo di Fossombrone Felice Paoli. L’esterno dell’edificio presenta un paramento murario in laterizio con paraste e capitelli ionici festonati e terminazione con frontone triangolare. L’interno è costituito da un’aula unica a profilo ellittico con cupola poggiante su tamburo ornata da infissi, gelosie e porte intagliate e dorate realizzate, insieme all’apparato decorativo a scagliola e ai tre altari terminati nel 1787, dallo stesso Alessandro Rossi. L’altare maggiore, realizzato appunto in scagliola, e inserito in una nicchia archivoltata, presenta una serie di elementi decorativi piuttosto sontuosi e ridondanti; così come gli elementi che ornano le pareti curve, tra i quali spiccano degli eleganti coretti lignei aggettanti. Per quanto concerne le tre opere che ornavano gli altari, tutte ascrivibili al XVIII secolo e di area bolognese, sono state trasferite negli spazi della Pinacoteca civica. Si tratta della Pentecoste (1771) di Jacopo Alessandro Calvi detto “Il Sordino” (1740-1815) e di due tele di Ubaldo Gandolfi (1728-1781) raffiguranti l’Immacolata Concezione e le Stimmate di San Francesco.