Chiesa di Santa Maria Nuova (detta della Tempesta)

Posizione

Tolentino

Costruita nell’Alto Medioevo sui resti di un tempio romano, nel 1250 fu oggetto di lavori di ampliamento per mano del Maestro Scagno, cui ne seguirono altri nel 1348 e nel 1653. Tuttavia la definitiva configurazione avvenne nel 1740 ad opera degli architetti Carlo Maggi, Pietro Perugini e Pietro Severini, mentre nel 1766 venne consacrata e prese il titolo di Santa Maria Nuova. La facciata è realizzata in laterizio e alquanto sobria, inquadrata alle estremità da due lesene e ornata nella parte alta da una grande nicchia trilobata, e il portale presenta un coronamento trabeato con cornicione impostato su capitelli tuscanici. L’interno mostra un impianto centralizzato, una sorta di croce greca con bracci poco profondi, dagli angoli arrotondati e a terminazione rettilinea, sormontata da una cupola emisferica con lanterna al centro. L’altare maggiore, dedicato alla Natività, è sormontato sulla parete di fondo da una cornice lignea dorata risalente al 1778, al centro della quale si trova una nicchia a tutto sesto contenente la statua lignea tardo-trecentesca della Madonna delle Tempeste. L’altare della cappella di destra ospita una piccola tela con i Santi Pasquale Baylón e Francesco di Assisi mentre la pala d’altare, raffigurante l’Immacolata Concezione con il Padre Eterno ed Angeli, è attribuita al prolifico pittore ginesino Domenico Malpiedi (ca. 1570-1651), cui è riferita anche la pala dell’altare di sinistra rappresentante la Madonna con Bambino, Angeli, un confratello del Suffragio e le Anime Purganti. Nella stessa sono presenti anche le Stazioni della Via Crucis del 1776, opera del fermano Gilberto Todini, mentre la più tarda decorazione parietale dell’interno della chiesa, compresi i pennacchi della cupola con i profeti Davide, Mosè, Isaia ed Ezechiele, fu realizzata nel 1905 dal tolentinate Francesco Ferranti.