Chiesa di Sant’Agostino

Posizione

Matelica

La fondazione del convento agostiniano matelicese risale con molta probabilità al quarto decennio del XIV secolo e dell’originaria fase costruttiva resta solo il portale trecentesco. Il completo rifacimento avviene nel 1661, cui fa seguito un ampliamento nel 1740, mentre nell’Ottocento venne demolito il chiostro cinquecentesco, elemento di raccordo tra la fase costruttiva medievale e le modifiche tra Settecento e Ottocento. Dalla facciata a capanna composita si accede all’interno, ascrivibile tra la fine del Settecento e l’Ottocento, tripartito in tre navate, dotato di tre cappelle minori per lato. Il presbiterio si presenta all’esterno con terminazione rettilinea, mentre all’interno ha un’abiside semicircolare coperta da una calotta semisferica. L’apparato decorativo è particolarmente ricco, con specchiature mistilinee e ornamenti fitomorfi in stucco collocati sulla copertura a volta a botte lunettata, sulla volta del presbiterio, sulla superficie della cupola e nel catino absidale. Tra le opere d’arte si segnalano alcuni resti di affreschi trecenteschi nell’area dell’abside, la tela raffigurante l’Estasi di San Francesco attribuita a Francesco Mancini (1694-1758), due tele dipinte dall’arceviese Ercole Ramazzani, Noli me tangere (1578) e Madonna con Bambino e Santi (1588), cui si aggiunge una terza tela attribuita sempre allo stesso raffigurante San Nicola da Tolentino che intercede per le anime del Purgatorio.