Chiesa di San Vito

Posizione

Recanati

La chiesa concattedrale di San Vito, Modesto e Crescenza, nota sin dal XIII secolo, passò dai carmelitani ai gesuiti nel 1578, che la presero in consegna così com’era apportando delle modifiche in relazione alla luminosità, il cui progetto venne affidato all’architetto gesuita comasco Giovanni De Rosis. I lavori si svolsero tra il 1584 e il 1592; al 1643 erano già state realizzate quattro vetrate e altrettante cantorie nonché ammodernati agli arredi sacri. Nel 1647 si diede avvio ad una ristrutturazione più cospicua ad opera dell’architetto lauretano Pietro Paolo Jacometti: l’impianto basilicale a tre navate venne mantenuto ma l’interno subì diverse trasformazioni, rimanendo tale fino al 1741, anno del terremoto. I danneggiamenti del sisma furono seguiti da altri lavori di ripristino, per i quali venne fatto il nome di Luigi Vanvitelli, ma alcune incongruenze nei documenti non consentono di accertare tale notizia. L’ipotesi più probabile è che un suo collaboratore, tale Pietro Bernasconi, possa aver realizzato il progetto partendo da un’idea architettonica del napoletano. La facciata di San Vito, realizzata quasi interamente in laterizio e intervallata da elementi decorativi in pietra d’Istria, presenta un portale seicentesco entro colonne binate. L’interno ha mantenuto l’impianto a tre navate e la copertura con campate voltate a crociera combinate con una lunettatura per consentire maggiore illuminazione.