Chiesa di San Filippo

Posizione

Macerata

La chiesa di San Filippo rappresenta una delle opere più interessanti nell’ambito del trittico filippino continiano, insieme a quelle di Cingoli e Osimo. Dopo la canonizzazione di San Filippo Neri nel 1624, gli Oratoriani, già presenti a Macerata dal 1611, decidono di erigere un edificio dedicato al fondatore dell’Ordine. Tale edificio venne ampliato più volte nel corso del Seicento per le sempre maggiori esigenze della Congregazione sino ad arrivare alla progettazione di un vero e proprio nuovo tempio ad opera di G. B. Contini, che venne terminato nel 1730. Per la facciata della chiesa è stata adottata la soluzione del Westwerk che prevede la presenza di due torri gemelle terminanti con guglie a bulbo, mentre per l’interno l’impianto non è altro che una sintesi di sviluppo longitudinale con un corpo ellittico centrale disposto lungo l’asse maggiore, cui si aggiungono le quattro cappelline disposte a croce di Sant’Andrea. L’edificio presenta un variegato e sontuoso apparato decorativo, perlopiù realizzato in scagliola, cui si aggiunge il pregevole dossale in marmo dell’altare maggiore creato da G. Bonessi tra il 1764 e il 1770. Per le restanti decorazioni si possono annoverare i nomi di S. Porfiri, di L. Picozzi, di G. Rodolini mentre gli affreschi della sacrestia si devono alla mano di G. Alberti e la boiserie al maceratese S. Fioravanti.