Chiesa di San Filippo

Posizione

Cingoli

L’edificio, eletto a collegiata nel 1530 e affidato agli Oratoriani nel 1664, sorge sulla distrutta pieve medievale di Santa Maria, di cui resta la sola facciata. Al 1671 risale la costituzione della Congregazione e contestualmente inizia l’imponente restauro della chiesa che interesserà prevalentemente l’interno, per mano dell’architetto romano Giambattista Contini. Il risultato, che risente della formazione borrominiana di Contini, è quello di aver dotato l’interno dell’edificio di un’aula unica, pseudo ellittica, annullando la quadratura del guscio medievale esistente, con due altari minori sulle pareti laterali compresi tra binati di semicolonne con capitelli compositi su cui poggia una trabeazione vignolesca. La copertura, con volta a botte lunettata e cinghiata, presenta un ricco apparato decorativo raffigurante due storie del Santo titolare San Filippo in adorazione della Vergine e Gloria di San Filippo, entro medaglioni centrali, e altre figure allegoriche rappresentanti le Virtù Teologali e le Virtù Filippine. Al settempedano Paolo Marini (?-1695) spetta invece la paternità delle Storie dell’Antico Testamento, le figure dei Dottori della Chiesa e degli Evangelisti e il dipinto raffigurante La Madonna, la Trinità e l’Angelo Custode nel primo altare minore di destra. Esito della committenza della famiglia cingolana Marchesi Silvestri è il dipinto che riporta effigiata Santa Teresa d’Avila trafitta da un angelo del 1688 realizzata dal pittore bolognese Carlo Cignani (1628-1719). Si segnalano, infine, una bella cantoria in controfacciata e una pregevole sagrestia a pianta ottagonale irregolare realizzata sempre dall’architetto Contini.