Chiesa dei Santi Stefano e Giacomo (già Sant’Ignazio)

Posizione

Potenza Picena

Il collegio gesuitico di Potenza Picena sorse grazie ai lasciti testamentari di alcuni facoltosi cittadini. Incaricato del progetto fu l’architetto gesuita Giovanni De Rosis che abbozzò l’impianto in situ e successivamente completò il disegno al suo ritorno a Roma. Il progetto definitivo, relativo all’intero complesso, mostra un impianto ad aula unica con sei cappelle minori sui fianchi, iniziato nel maggio del 1585 partendo dalla realizzazione del collegio per poi procedere, nel 1631, alla costruzione delle chiesa, dedicata in prima istanza a Sant’Ignazio, sotto la supervisione di Giovan Battista Gabbrielli, mastro muratore, e Guido Guidangeli, architetto pesarese. Successivamente vennero apportate delle modifiche al disegno di De Rosis e seguirono non poche difficoltà per il completamento dell’edificio, fino ad arrivare alla soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773, con conseguente abbandono dello stesso per circa un ventennio. Alla fine del Settecento le vicende dell’edificio si intrecciarono con la Collegiata di Santo Stefano che venne trasferita, insieme al Capitolo, nello stesso cambiando anche il titolo plebeale e la dedicazione. La nuova collegiata non fu modificata nelle sue forme architettoniche, ad eccezione della sagrestia che venne ricostruita reimpiegando materiali provenienti dalla vecchia pieve abbattuta. L’edificio giunse alla fine del Novecento in un forte stato di degrado, combattuto nel 1997 da un’imponente campagna di restauro. Oggi si presenta con un impianto a navata unica terminante con abside il cui catino risulta lavorato a conchiglia.