Basilica di San Nicola (Cappella delle Sante Braccia)

Posizione

Tolentino

Iniziata nel 1608 per volontà del Comune di Tolentino per ospitare la reliquia delle Sante Braccia dell’agostiniano tolentinate, funzione mai attribuita a tale cappella, successivamente venne dedicata al Santissimo Sacramento e risistemata all’inizio del Novecento. Nel corso dei secoli la cappella venne più volte abbellita, la cupola, oltre alle fastose decorazioni, nel 1662, fu ornata con la raffigurazione del Paradiso in stucco su fondo azzurro dal comasco Marco Antonio Baraciola. L’afflusso dei pellegrini rese necessario l’arretramento della parete di fondo con un nuovo altare opera di Bernardino Pettoni (1486). Nel 1670, accantonata l’idea della traslazione delle reliquie delle Sante Braccia nella cappella di giuspatronato comunale, si ingrandì ulteriormente il Santuario verso Est con l’aggiunta di un terzo ambiente a pianta ottagonale coperto con volta ribassata, nel quale venne realizzato un nuovo altare per mano di Stefano Govarelli. Il paliotto dell’altare, in argento, fu eseguito nel 1696 dai maceratesi Sebastiano Perugini e Francesco Tartufari. La cappella presenta inoltre altre opere compiute nel corso dell’Ottocento, quali alcuni rivestimenti in scagliola realizzati da Stefano da Morrovalle e delle statue raffiguranti le virtù del Santo in finto marmo di Carrara eseguite dallo scultore moglianese Giovanni Battista Latini. Sono presenti inoltre due tele seicentesche raffiguranti San Nicola che spegne l’incendio del 1477 al Palazzo Ducale di Venezia, opera del fiammingo Mathias Stomer (1649 ca.-1702) e la Peste di Genova (o di Venezia), di Giovanni Carboncino (ca. 1638-1692).