Abbazia di San Catervo

Posizione

Tolentino

Il nucleo di partenza della cattedrale di San Catervo, dalle attuali forme in stile neoclassico, è il mausoleo del nobile romano Flavio Giulio Catervo, eretto nel IV secolo. Di tale edificio oggi rimangono una porzione di muro perimetrale, nel quale si apre l'ingresso al "carcere di San Catervo", e i resti di una delle tre absidi, ornata da un affresco rappresentante le Vergini sagge risalente al secolo IX o X. Prima del Mille attorno al monumento sepolcrale si sviluppò un insediamento benedettino, del quale restano solo alcuni elementi del protiro della chiesa: la lunetta in marmo del portale con al centro il Cristo benedicente e i quattro leoni che sorreggono il sarcofago del Santo. Nel 1256 fu costruita una seconda chiesa, che andò interamente distrutta in seguito alla ristrutturazione ottocentesca, di cui ci è pervenuta la Cappella di San Catervo. L’odierna cattedrale a tre navate fu realizzata a croce latina con transetto terminante con due cappelle radiali. La facciata in laterizio è caratterizzata dalla presenza di quattro gruppi di false colonne binate che sorreggono il timpano e da tre portali.

APPROFONDIMENTO STORICO

La tabula inscriptionis del sarcofago di San Catervo, risalente alla seconda metà del sec. IV d. C., fa riferimento al panteum cum tricoro, il monumentale mausoleo fatto edificare fuori dalle mura da Settimia Severina per accogliere il marito Flavio Giulio Catervio, Prefetto delle Sacre Elargizioni al quale i tre Imperatori Graziano, Valentiniano e Teodosio indirizzarono un rescritto nel 379 d. C., secondo la tradizione giunto a Tolentino a divulgare i principi della fede cattolica e per questo martirizzato con la decapitazione. Di tale edificio monumentale, che costituisce il nucleo di partenza del complesso architettonico della chiesa di San Catervo, a causa della demolizione del sec. XIX rimangono una porzione di muro perimetrale, nel quale si apre l'ingresso al "carcere di S. Catervo", e i resti di una delle tre absidi che si aprivano sull'ambiente centrale, ornata da un affresco risalente al sec. IX o X rappresentante le Vergini sagge, in tunica manicata rivestita da stola, reggenti una fiaccola e un vasetto palesemente aggiunti dopo l'esecuzione dell'opera. Prima del Mille, forse nel sec. VII o VIII, attorno a questo elemento essenziale si ha un insediamento benedettino con possedimenti documentati nel sec. XI anche nella valle iesina. Si possono individuare tre fasi del complesso architettonico: la prima, che si colloca in data anteriore al Mille e giunge fino al 1256, quando i monaci chiedono ad Alessandro IV l'autorizzazione a raccogliere offerte in varie città della Marca con lo scopo di restaurare la loro chiesa oramai fatiscente. Di questo primo edificio, dedicato a Santa Maria, che inglobava il monumento sepolcrale di San Catervo, restano alcuni elementi del protiro: la lunetta in marmo del portale con al centro il Cristo benedicente affiancato dagli arcangeli Michele e Gabriele che sorreggono i turiboli e, alle estremità, San Pietro e San Paolo nell'iconografia tradizionale, e i quattro leoni recanti tra le zampe simboli allegorici che sorreggono il sarcofago del Santo. La seconda fase coincide con la costruzione della seconda chiesa, avvenuta dopo il 1256 e distrutta in seguito alla ristrutturazione ottocentesca di Giuseppe Lucatelli e Filippo Spada. Tale edificio, di cui resta la Cappella di San Catervo, con gli affreschi di Marchigiano di Giorgio e il notevole sarcofago dei Santi Catervo e Settimia (IV sec.) ornato di bassorilievi orientato con asse Est-Ovest, si configurava a tre navate in stile romanico ogivale, pilastri cruciformi e presbiterio nell'area dell'attuale facciata e si concludeva con il panteum cum tricoro. Nell'assetto neoclassico, il nuovo edificio a tre navate, inglobante in pesanti pilastrature le strutture della costruzione precedente, fu realizzato a croce latina con transetto terminante con due cappelle radiali. Nel 1884 su progetto di Luigi Fontana la chiesa fu collegata alla Cappella di San Catervo, che fu rivestita in laterizio. La facciata neoclassica, costruita in laterizio, è caratterizzata dalla presenza di quattro gruppi di false colonne binate pseudodoriche, poggianti su basamenti, che sorreggono un timpano scorniciato con decorazione a dentelli, e da tre portali dal maggiore dei quali si accede alla chiesa.